Si è passati dal Chianti in polvere al quello al mirtillo nelle oltre 15.000 truffe online. Dall’inizio dell’anno sono state tantissime le minacce contro la denominazione toscana: dalle violazioni del marchio, alla contraffazione di etichette e vini. Per questo motivo il Consorzio Vino Chianti ha affidato, dal 2017, all’agenzia ‘Griffeshield’ il compito di scovare frodi e truffatori online.
La violazione di cui tutti i giornali stanno parlando in questi giorni è quella del Chianti in polvere, una vera e propria eresia per tutti noi che lavoriamo nel settore vinicolo!
Protagonisti sono i cosiddetti “wine kit”, ovvero i preparati chimici in polvere per fare il vino in casa pagando solo 1€ a bottiglia. Oltre 6.000 frodi individuate e rimosse.
A questa, seguono oltre 3.000 casi di concorrenza sleale, cioè falso Chianti spacciato per vero, e 2.000 violazioni del marchio commesse attraverso la commercializzazione di etichette contraffatte.
Dove piazzare tutto questo? Su internet naturalmente, dove il mercato corre veloce in tutto il mondo: siti web dedicati: come Italian Chianti style, Original Chianti, Vintners Reserve Chianti e World Vineyard Italian Chianti, seguiti dai principali marketplaces: come e-Bay e Amazon.
Fortunatamente, grazie alla collaborazione con l’agenzia Griffeshield, le minacce sembrano essere diminuite. Spiega il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi:
“Nel 2019 le violazioni individuate sono state un terzo rispetto all’anno precedente. Un netto calo, segno che il lavoro funziona. Ma è un dato che non ci permette di rilassarci: il lavoro di tutela del nostro brand e delle nostre aziende deve continuare in modo serrato e determinato perché i danni che queste truffe provocano sono milionari. E’ uno sforzo enorme che ci permette di eliminare la stragrande maggioranza delle violazioni e frodi che danneggiano il marchio Chianti nel mondo. Queste azioni hanno lo scopo di aumentare la pressione e quindi il rischio di incorrere in cause legali, educando la rete di vendita online a rispettare il marchio Chianti e soprattutto i diritti dei produttori dell’autentico vino Chianti”.
Il paese dove il 100% delle operazioni di interruzione dei comportamenti scorretti vanno a buon fine è la Cina. Mentre i paesi dove è più difficile scovare e bloccare le frodi sono Usa e Uk.
Speriamo che queste attività proseguano in difesa e protezione del nostro marchio Chianti.